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12/1/2007 1° Dicembre “Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids”
1° Dicembre “Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids” 11/25/2007 "25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
9/8/2007 Addio "Maestro"Addio “Big Luciano”
“Penso che una vita per la musica
sia una vita spesa bene
ed è a questo che mi sono dedicato”
- Luciano Pavarotti -
2/21/2007 "M'illumino di Meno" & "Vivere con Lentezza"Anche se sono già passate, volevo segnalare due iniziative di questi ultimi giorni…
Per il terzo anno consecutivo Caterpillar lancia per il 16 febbraio 2007 M’illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico, quest’anno diventata internazionale.
L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi
elettrici non indispensabili il 16 febbraio 2007 alle ore 18.
Quest’anno l’iniziativa è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente
e dal Ministero delle Politiche Agricole.
La giornata è dedicata a quanti hanno la prepotente sensazione che il mondo giri troppo in fretta per rimanervi in equilibrio; un equilibrio che diventa sempre più precario per chi vive e lavora nelle nostre città. L'Arte di Vivere con Lentezza non propone filtri magici nè soluzioni a tutti mali, ma ci accoglie e ci invita a riflettere sui tempi giusti. L'obiettivo è riappropriarsi del tempo, gustarlo e renderlo più utile, perchè vivere con lentezza non significa oziare, ma trovare un equilibrio. Dedicare tempo alla lentezza significa essere più efficienti quando è necessario, meno stressati e in grado di produrre di più. 1/27/2007 "27 gennaio Il Giorno della Memoria della Shoah"
Con la legge 211 del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha riconosciuto la giornata del 27 gennaio come Giorno della Memoria. La "Giornata della Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere. La data prescelta è quella dell' anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell' Armata Rossa (comandata dal maresciallo Koniev) il 27 gennaio 1945. Versione italiana di un originale lavoro sull´olocausto, su Auschwitz in particolare: un tributo a Primo Levi.
Primo Levi - Se questo è un uomo (1947) - Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.
Jean Amery - Intellettuale ad Auschwitz - Torturato dalla Gestapo e deportato ad Auschwitz perché ebreo. “…Chi è stato torturato rimane torturato. Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, l’abominio dell’annullamento non si estingue mai. La fiducia nell’umanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più”.
Salvatore Quasimodo - Auschwitz - Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola, amore, lungo la pianura nordica, in un campo di morte: fredda, funebre, la pioggia sulla ruggine dei pali e i grovigli di ferro dei recinti: e non albero o uccelli nell’aria grigia o su dal nostro pensiero, ma inerzia e dolore che la memoria lascia al suo silenzio senza ironia o ira. Da quell’inferno aperto da una scritta bianca: " Il lavoro vi renderà liberi " uscì continuo il fumo di migliaia di donne spinte fuori all’alba dai canili contro il muro del tiro a segno o soffocate urlando misericordia all’acqua con la bocca di scheletro sotto le docce a gas. Le troverai tu, soldato, nella tua storia in forme di fiumi, d’animali, o sei tu pure cenere d’Auschwitz, medaglia di silenzio? Restano lunghe trecce chiuse in urne di vetro ancora strette da amuleti e ombre infinite di piccole scarpe e di sciarpe d’ebrei: sono reliquie d’un tempo di saggezza, di sapienza dell’uomo che si fa misura d’armi, sono i miti, le nostre metamorfosi. Sulle distese dove amore e pianto marcirono e pietà, sotto la pioggia, laggiù, batteva un no dentro di noi, un no alla morte, morta ad Auschwitz, per non ripetere, da quella buca di cenere, la morte.
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